La chiesa

Breve storia della Parrocchia di San Prospero Strinati

Nei pressi di un cardine minore della centuriazione romana (attuale Via Samoggia) fin dal secolo XV esisteva una cappella, in località “Strinati”, costruita dai benedettini del Monastero di San Prospero “extra moenia”.
Nel 1551, dopo la completa distruzione del Monastero ad opera del duca estense Alfonso II, i monaci decisero di demolire la cappella e di costruire una nuova chiesa. Questa però restava unita e parte dell’Abbazia che nel frattempo era stata trasferita in città. Quindi ne era parroco l’Abate. La Chiesa era rivolta a settentrione con una sola navata. All’interno, oltre all’altare maggiore c’erano altri due altari molto spogli e con poche suppellettili. La nuova chiesa venne dedicata a San Prospero e prese così il nome dell’antico Monastero demolito. Con l’occasione anche il Borgo, fino a quel momento denominato “Strinati” si chiamò “San Prospero dé Strinati”.
Nel 1739 il vescovo Picenardi resosi conto che la popolazione del Borgo era raddoppiata, decise di far costruire una nuova Chiesa. Essa venne edificata nella stessa area di quella precedente, ma  con asse trasversale e rivolta verso occidente. Una Chiesa ad una sola navata con cinque altari e in stile settecentesco (barocco). Venne terminata completamente nel 1766.
Nel 1789 a seguito di un lascito testamentario, la chiesa da “SUBSIDIUM CURAE” passò a Rettoria e la parrocchia divenne indipendente.
Nel 1942 il vescovo Brettoni nominò don Vasco Magnani “PRIORE” “AD SUCCESSOR”.
Nel 1996 la chiesa venne temporaneamente chiusa e messa in sicurezza, a seguito del terremoto.
All’interno vi sono ora buoni quadri fra i quali un pregevole dipinto della settecentesca pittrice bolognese Casalini Torelli Lucia.